I Diari della motocicletta di Topesio. SACSicciata

Venerdì mattina - di buon’ora ed accompagnato da uno splendido sole - ricomincia il rito satanico: presa in carico delle sfogliatelle, millemila chilometri e via dagli amici banditi.
Questa volta sono più temprato, e soprattutto ci sono almeno venti gradi in meno nell’atmosfera, quindi mi ritrovo quasi senza pensarci a Bologna.
Una goccia di sudore mi scorre lentamente sulla fronte dinanzi ad un cartello che per me suona quasi come una minaccia: svincolo per BOLOGNA-PADOVA. Dopo avere frequentato appositi corsi per oltre un mese, arriva l’ora di mettere in pratica tutto il training autogeno che avevo fatto.
Mi fermo. Accendo una sigaretta e guardo pensieroso l’orizzonte piatto davanti a me. La nera e dritta lingua di asfalto mi sfida. La raccolgo (la sfida, non la lingua d’asfalto). Spengo un po’ nervosamente la sigaretta, rimetto il casco ed affronto la mia nemesi.






L’una e mezza, sole allo zenith, fa caldo. Molto caldo.























