associazione italiana uomini troppo oppressi web 2.0
L’ommo è ommo e adda ummia’

Non si sevizia un tunisino

Italian abroad | 16 December 2006 | 18:27 pm
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Il TG1 delle 8, mia primaria fonte di informazione sull’Italia, mi getta sempre più nello sconforto
E non c’è neanche bisogno che intervisti, che so io, Bondi o Gasparri. E’ un problema generalizzato, un atteggiamento filosofico che si manifesta al suo meglio quando si parla di disgrazie, stragi, italiani rapiti all’estero, delitti efferati.
Tutti gli stereotipi della lingua e del costume italiano fanno festa, si affollano, sgomitano, per arrivare al massimo di banalità e al minimo di informazione.
Il TG1 parla ai nostri istinti, alle nostre paure, alla parte di noi che non ragiona, o che ragiona con la pancia.

Continua…

Elezioni nel mondo

Italian abroad | 6 December 2006 | 22:55 pm
Perrita de la tierra avatar alt 100

In Ecuador, la settimana scorsa, si sono scampati per poco l’elezione di tale Noboa, grasso miliardario, il re delle banane (primario export del paese, insieme al petrolio), uomo più ricco del paese e ovviamente appoggiato da Washington. Tre volte si è presentato e tre volte non lo hanno voluto, anche se poi gli eletti al suo posto non è che fossero tanto meglio. Hanno scelto Rafael Correa, economista di sinistra, studi in Belgio, sembra un tipo ragionevole anche se qualche neocon non è d’accordo (vedi l’oggettivo punto di vista della destra USA qui).

In Madagascar in compenso stanno per rieleggere tale Marc Ravalomanana, detto il lattaio, la BBC lo defnisce charismatic dairy tycoon. Sembra che non avessero di meglio.
Povero paese, bellissimo e sfigato, dove contano le schede a lume di candela. Che il cielo gliela mandi buona.

In Venezuela (il pezzo è del 4/12, n.d.C. - nota di Cima) il candidato dell’opposizione sta incredibilmente tenendo testa al campione della democrazia castrista e petroliera Chavez. Rosales, così si chiama, non è miliardario, ma quelli che lo appoggiano in buona parte sì. Che facciamo, tifiamo per l’eternità di Chavez solo per fare dispetto a Bush o ammiriamo il coraggio di chi lo ha sfidato sperando che se vince rimetta in piedi la democrazia e non butti a mare i programmi sociali?
(In Venezuela niente candele, hanno il voto elettronico…)

La democrazia avanza, mentre da noi dopo quanti mesi, sette? stiamo a litigare sul conteggio delle schede.
Ci capisco sempre meno. Quello che mi preoccupa è che sempre di più vanno di moda i magnati presidenti o aspiranti tali.
Mi consola che qualche paese povero e saggio non li vota.
Hasta la Victoria, nonostante tutto.
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Il furore dal Belgio colpisce ancora

Italian abroad | 31 July 2006 | 23:55 pm
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TG1, tipico palinsesto estivo: 5 minuti di Libano, 5 minuti di indulto, la calura, il servizio sulle vacanze.
Dove vanno gli italiani che decisono di non andarsi ad ammassare sulle spiagge d’agosto?
A Londra e a New York.
Classiche interviste per strada: gli italiani hanno caldo, i maglioncini raccomandati dalla mamma (parole letterali del cronista) non servono. Immaginate questo esercito di mamme sollecite che infilano nelle valigie dei pargoli ultratrentenni i maglioncini di lana.
Mi viene la nausea.
Ma il peggio non è questo.

Continua…

Dal Belgio con furore

Italian abroad | 27 July 2006 | 10:52 am
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Sono in un estenuante negoziato e Euronews trasmette D’Alema e Condoleeza Rice. Non so che dicono, lo schermo è muto, ma che facciamo, ce ne rallegriamo? Io oserei dire di sì, fino a prova contraria.
In compenso stamattina la radio belga faceva pesantissime ironie sul perdono di calciopoli. Non conosco i dettagli, suppongo che sia effettivamente una gran vergogna, ma sentire la radio del paese dei pedofili ambulanti ironizzare sulla solita fine a tarallucci e vino dei processi italiani mi ha fatto profondamente incazzare, non so se piu’ col Belgio o con noi.
Per quanti anni continueremo a pagare prezzo doppio per i nostri errori?
Buona estate…
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Italian abroad is beautiful, ovvero: come si sente l’italiano all’estero dopo le elezioni e la vittoria ai mondiali

Italian abroad | 18 July 2006 | 01:31 am
Oggi comincia la collaborazione di Perrita de la tierra, italiana all’estero, single e incazzata, come ama definirsi, ma soprattutto una cara amica. Presto aggiorneremo il Chi siamo, manca anche la biografia del Merderetti, ma non contateci troppo.
Partiamo con una corrispondenza dalle Mauritius (che palle, che palle… nella bio, un giorno, scoprirete perché…)

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Non ci posso credere, ce l’abbiamo fatta: ci siamo liberati di LUI (definitivamente?) e abbiamo vinto i mondiali.
Ci avrebbe creduto qualcuno, l’8 aprile?
Per gli italiani in Italia è bello, ma per gli italiani all’estero di più, tanto di più.

Martin Schulz - Silvio Berlusconi

Cinque anni di umiliazioni: avete idea di cosa sia stato essere a Bruxelles nei giorni dello scontro con Schulz al Parlamento Europeo, con tutte le televisioni che lo trasmettevano di continuo, tutta la scena?
Gente di tutti i colori, intesi come colore di pelle e colore politico, perché all’estero non lo sopportano neanche quelli di destra, che ti dice: ma come avete fatto a eleggere un soggetto del genere? Oppure: ma dove è finito il famoso buon gusto degli italiani?
Già, dov’era finito? E quando i commenti te li fa gente che viene da paesi con livelli di
corruzione stratosferici, metti il Brasile, brucia.

Continua…

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