Meglio vincere (al Toto) o essere (Toto)?
Entrambi, a sentire Carlo Toto, il patron di AirOne che “venderà AirOne alla newco per 300 milioni circa e ne reinvestirà circa 100 nel capitale della nuova Alitalia” (il virgolettato è preso paro paro da Repubblica).
Ho letto bene? Il capitano dell’aviazione privata italiana, quello che ce le ha tenute per mesi a bagnomaria nell’attesa che fosse pronto per salvare la compagnia di bandiera, la spina nel fianco di Spinetta, vende il suo gioiellino e non reinveste tutto nella nuova azienda?
Allora non doveva essere proprio un gioiellino se se ne priva con tanta celerità , e nemmeno dovrà essere un granché neanche questa newco, la Compagnia Aerea Italiana che rileverà la polpa di Alitalia, lasciando le bucce e gli ossicini allo Stato, cioè a noi contribuenti.
Non si sentono neanche le perplessità di Veltroni (grida sarebbe chiedere troppo), occupato com’è ad arrivare alla Convention dei Democratici a Denver “appena in tempo per l’intervento di Hillary Clinton, che ha apprezzato” (ancora un volta il virgolettato viene da Repubblica - lo so, non riesco a smettere -, e vorrei sapere come ha fatto l’efficiente Marco Contini ad accorgersene, la trombata gli avrà fatto l’occhiolino?). D’altronde, se daranno da gestire le bucce e gli ossicini a Fantozzi, ex ministro di Prodi, vorrà pur dire qualcosa.
Insomma, ancora una volta il capitalismo italiano troverà il modo di far vedere che il privato è meglio del pubblico, soprattutto quando il pubblico socializza le perdite e privatizza i profitti.
Nulla di nuovo sotto al sole, quindi, il solito capitalismo all’italiana che oggi si internazionalizza latrando parole come “newco”, “bad company” e “due diligence”.
Come si dice, due (diligence) is meglio che (Air)one!
(A proposito, l’acronimo di Compagnia Aerea Italiana è CAI, proprio come la Centrale Allarmi Interbancaria, la banca dati che raccoglie i nominativi protestati. Forse un po’ in allarme dovremmo andare anche noi).
Cima dal mare