associazione italiana uomini troppo oppressi web 2.0
L’ommo è ommo e adda ummia’

Torino Torino che bella citta’, si mangia, si beve…

Un blog di servizio | 15 August 2007 | 00:58 am

… e si va a fatica’, che andate a pensare…

In due giorni sarò ingrassato quattro chili, mannaggia!
A Torino non c’è assolutamente scampo: in ogni dove trovi ristoranti, pasticcerie, bar, caffè, gelaterie e gastronomie d’eccellenza.
In centro, ovviamente, ma anche al Lingotto ti fai male.
Innanzitutto l’albergo. Questa volta mi è capitato in sorte l’AC Torino, un albergo nuovissimo: arredamento minimale (qualsiasi cosa voglia dire), tutto quello che potete immaginare in un cinque stelle (ma in questo periodo la doppia costa 80 euro a notte, se vi sembran pochi) e, soprattutto, il minibar gratuito!

Scusate l’entusiasmo da emigrante napoletano, ma a me l’ossimoro minibar gratuito fa un certo effetto.
Niente alcolici, solo due birrette, ma uscire dalla doccia in un soffice accappatoio (forse un po’ troppo, nippoli(*) in quantità…), accomodarsi alla scrivania e gustare un aperitivo, mentre leggi la posta e scrivi un post, non ha prezzo.
La connessione adsl della Swisscom polverizza invece una quantità esagerata di euro al minuto, ma non sottilizziamo.
E dopo l’aperitivo?

Calma, appena dietro l’albergo c’è Eataly, e ho detto tutto.
Diecimila metri quadri, cinque ristorantini, prodotti di qualità in vendita in ogni dove: il paradiso del gourmet, insomma.
In rete troverete entusiasti, come me, e chi invece si pone domande sulla coerenza GDO (Grande Distribuzione Organizzata)/qualità/consulenza Slow Food/soldi pubblici.
Dopo il doveroso omaggio al politically correct, però, entriamo che ho fame.

È agosto ma c’è tanta folla. Dribbliamo il ristorantino Pasta-Pizza e Verdure (a chi?) per dirigerci verso Carne, perché da Pesce c’è una coda interminabile e perché vengo da Napoli.
I ristorantini sono fatti a cerchio, con i clienti seduti su trampoli, fuori, e tre ragazzi a servire, dentro. Ci sono inoltre in comune anche dei tavolini classici, ed è lì che ci dirigiamo e gufiamo i clienti seduti.
La carne servita è rigorosamente piemontese - fornita dagli allevatori de La Granda - ed è ottima; la compagnia è piacevole, e il Dolcetto pure. Il conto, poi, vista la qualità della materia prima, mi è sembrato più che onesto.

Avevo però la sensazione che alla serata mancava qualcosa, un certo nonsoche. Sì, d’accordo, ma cosa?
Non era fame, ma piuttosto voglia di qualcosa di buono. E non avevo Ambrogio a disposizione.
Giro lo sguardo in cerca di aiuto quando l’occhio cade sulle indicazioni per il piano sotterraneo: Vino e, soprattutto, il ristorantino della Birra!
Che fate, venite? Tu vuoi un piatto di verdure, bene, accomodati… tu stai bene così… allora vado.

Bicchiere di Kwak

Mi scapicollo per il tapisroulant e mi ritrovo nel paradiso della birra: pareti stracolme di birre dai nomi e dai colori più diversi.
Birre artigianali italiane dai nomi evocativi: Motor Oil, Grafite, Molto Malto; porters e stouts di un’oscura birreria inglese - la St.Peter’s, per me più oscura della Cream Stout che mi sono portato a casa su consiglio del birraio - dalle caratteristiche bottiglie ovali; fino alla più conosciuta ed amata Kwak, la birra del cocchiere, anch’essa portata a casa e in attesa di amici.

Pare che i cocchieri belgi… belghi?
Pare che i cocchieri belghi… belgi?
Pare che un cocchiere belga - anzi, tutti - un tempo non poteva fare a meno di bere l’amato nettare ed aveva inventato quel tipo di bicchiere per inserirlo in una staffa della carrozza. Insomma, com’è, come non è, qualche anno fa acquistai a Bruxelles 4 classici bicchieri (come quello della foto) per far compagnia ad un tristissimo - perché solitario - bicchiere candidamente trafugato in gioventù in un pub che dopo poco si accorse che non era il caso. Per una bevuta collettiva posso quindi ospitare altre tre persone; fatevi avanti…

Girando e rigirando non riesco a decidere tra le tante birre proposte, ma opto per una birra alla spina e ordino un’altra birra sconosciuta, la Nora del birrificio artigianale Baladin.
Fino a quel momento non mi era mai capitato di bere una birra senza uno stuzzichino oppure senza compagnia. Ebbene, fatelo.
Mi si è aperto un mondo: non ho mai bevuto una birra così profumata, così fragrante, così buona.

La sera successiva non c’è stato verso e ho costretto la collega a cenare al ristorantino Birra. All’inizio ella titubava, ma lo stinco di maiale (magrissimo!) e gli affettati l’hanno definitivamente convinta ed ha ordinato una birra chiara. Per me, l’avrete capito, due Nora, e sono tornato in albergo leggero come una nuvola…

Non sia mai detto, però, che a Torino si vada a letto senza un gelato, giammai!
Quindi due passi digestivi verso Silvano, in via Nizza, sono stati di rigore. E lì gelato alla crema di riso, gianduia, marron glacé.

Secondo me quattro chili sono stati pure pochi…

Continua qui.

(*) nippoli= pelucchi

Technorati Tags: , , , , , , , , , , , , , , ,,,,, , ,

10 Commenti »

Il TrackBack URI di questo post è: http://aiuto.blogsome.com/2007/08/15/torino-torino-che-bella-citta-si-mangia-si-beve/trackback/

  1. ma che pretendi con questa goduria1 4 kl ponzillacchere direbbe totò! sono riuscita a linkarvi ora tocca a voi linkarmi buon ferragosto

    Comment by caravaggio — 15 August 2007 @ 09:35 am

  2. @ caravaggio: già fatto, cara; ora promossa tra i soci onorari linkatori… :-)

    Cima

    Comment by aiuto — 15 August 2007 @ 10:14 am

  3. Guagliò, beato te…
    sei grande

    Comment by italo nobile — 15 August 2007 @ 10:15 am

  4. Se stavo io lì, mi dovevano cacciare con le maniere forti dallo stand della birra!!!

    Se poi mi trovavo con alcuni paesani e un mazzo di carte napoletane… Era la fine…

    Comment by Lupo sordo — 15 August 2007 @ 11:59 am

  5. Sì, quattro chili mi sembrano decisamente pochi. Ora vogliamo sapere come hai smaltito i restanti.

    Comment by Signor Ponza — 15 August 2007 @ 20:13 pm

  6. Belgi, Cima, belgi!
    Buon ferragosto, lavoratore!

    Comment by vi_di — 15 August 2007 @ 21:32 pm

  7. OT
    beh, spostami dalla sezione “blog che NON ci linkano”

    Comment by capemaster — 16 August 2007 @ 00:54 am

  8. @ italo: don’t worry, Eataly aprirà anche a Napoli… ;-)

    @ Lupo sordo: allora dobbiamo organizzare un BirraCamp… ;-)

    @ Signor Ponza: aspetta che devo ancora raccontare il pranzo… :-) Benvenuto!

    @ vi_di: ach! mi sono fatto riprendere dalla maestrina dalla penna rossa… ;-) (sono in ferie ma ancora a casa con i piccerilli; parto domenica)

    @ capemaster: il signore è servito… ;-)

    Cima

    Comment by aiuto — 16 August 2007 @ 01:02 am

  9. ..non ti posso lasciare un’istante che ti dai alla “bella vita”,ehh?

    Comment by michele — 18 August 2007 @ 00:30 am

  10. Adesso ho capito cosa ti ha “veramente” colpito quando sei stato a Torino…Bravo, bella pubblicità ad una ancora più bella città

    Comment by Ombra — 26 August 2007 @ 11:20 am

RSS feed per i commenti a questo post.

Di' qualcosa

(la tua email non la diciamo a nessuno)



Misura anti-spam: scrivi questo codice per inviare il commento.

>











Get free blog up and running in minutes with Blogsome | Theme designs available here









the Cima connection



minimi media button



pinzellacchere button



LE 7 MERAVIGLIE DELl'imMONDO button



IO NON CI STO! button



totòday button















Z-Blog Awards 2007 Winner





  •  

Figuratevi i peggiori...

  •