Torino Torino che bella citta’, si mangia, si beve…
… e si va a fatica’, che andate a pensare…
In due giorni sarò ingrassato quattro chili, mannaggia!
A Torino non c’è assolutamente scampo: in ogni dove trovi ristoranti, pasticcerie, bar, caffè, gelaterie e gastronomie d’eccellenza.
In centro, ovviamente, ma anche al Lingotto ti fai male.
Innanzitutto l’albergo. Questa volta mi è capitato in sorte l’AC Torino, un albergo nuovissimo: arredamento minimale (qualsiasi cosa voglia dire), tutto quello che potete immaginare in un cinque stelle (ma in questo periodo la doppia costa 80 euro a notte, se vi sembran pochi) e, soprattutto, il minibar gratuito!
Scusate l’entusiasmo da emigrante napoletano, ma a me l’ossimoro minibar gratuito fa un certo effetto.
Niente alcolici, solo due birrette, ma uscire dalla doccia in un soffice accappatoio (forse un po’ troppo, nippoli(*) in quantità…), accomodarsi alla scrivania e gustare un aperitivo, mentre leggi la posta e scrivi un post, non ha prezzo.
La connessione adsl della Swisscom polverizza invece una quantità esagerata di euro al minuto, ma non sottilizziamo.
E dopo l’aperitivo?
Calma, appena dietro l’albergo c’è Eataly, e ho detto tutto.
Diecimila metri quadri, cinque ristorantini, prodotti di qualità in vendita in ogni dove: il paradiso del gourmet, insomma.
In rete troverete entusiasti, come me, e chi invece si pone domande sulla coerenza GDO (Grande Distribuzione Organizzata)/qualità/consulenza Slow Food/soldi pubblici.
Dopo il doveroso omaggio al politically correct, però, entriamo che ho fame.
È agosto ma c’è tanta folla. Dribbliamo il ristorantino Pasta-Pizza e Verdure (a chi?) per dirigerci verso Carne, perché da Pesce c’è una coda interminabile e perché vengo da Napoli.
I ristorantini sono fatti a cerchio, con i clienti seduti su trampoli, fuori, e tre ragazzi a servire, dentro. Ci sono inoltre in comune anche dei tavolini classici, ed è lì che ci dirigiamo e gufiamo i clienti seduti.
La carne servita è rigorosamente piemontese - fornita dagli allevatori de La Granda - ed è ottima; la compagnia è piacevole, e il Dolcetto pure. Il conto, poi, vista la qualità della materia prima, mi è sembrato più che onesto.
Avevo però la sensazione che alla serata mancava qualcosa, un certo nonsoche. Sì, d’accordo, ma cosa?
Non era fame, ma piuttosto voglia di qualcosa di buono. E non avevo Ambrogio a disposizione.
Giro lo sguardo in cerca di aiuto quando l’occhio cade sulle indicazioni per il piano sotterraneo: Vino e, soprattutto, il ristorantino della Birra!
Che fate, venite? Tu vuoi un piatto di verdure, bene, accomodati… tu stai bene così… allora vado.

Mi scapicollo per il tapisroulant e mi ritrovo nel paradiso della birra: pareti stracolme di birre dai nomi e dai colori più diversi.
Birre artigianali italiane dai nomi evocativi: Motor Oil, Grafite, Molto Malto; porters e stouts di un’oscura birreria inglese - la St.Peter’s, per me più oscura della Cream Stout che mi sono portato a casa su consiglio del birraio - dalle caratteristiche bottiglie ovali; fino alla più conosciuta ed amata Kwak, la birra del cocchiere, anch’essa portata a casa e in attesa di amici.
Pare che i cocchieri belgi… belghi?
Pare che i cocchieri belghi… belgi?
Pare che un cocchiere belga - anzi, tutti - un tempo non poteva fare a meno di bere l’amato nettare ed aveva inventato quel tipo di bicchiere per inserirlo in una staffa della carrozza. Insomma, com’è, come non è, qualche anno fa acquistai a Bruxelles 4 classici bicchieri (come quello della foto) per far compagnia ad un tristissimo - perché solitario - bicchiere candidamente trafugato in gioventù in un pub che dopo poco si accorse che non era il caso. Per una bevuta collettiva posso quindi ospitare altre tre persone; fatevi avanti…
Girando e rigirando non riesco a decidere tra le tante birre proposte, ma opto per una birra alla spina e ordino un’altra birra sconosciuta, la Nora del birrificio artigianale Baladin.
Fino a quel momento non mi era mai capitato di bere una birra senza uno stuzzichino oppure senza compagnia. Ebbene, fatelo.
Mi si è aperto un mondo: non ho mai bevuto una birra così profumata, così fragrante, così buona.
La sera successiva non c’è stato verso e ho costretto la collega a cenare al ristorantino Birra. All’inizio ella titubava, ma lo stinco di maiale (magrissimo!) e gli affettati l’hanno definitivamente convinta ed ha ordinato una birra chiara. Per me, l’avrete capito, due Nora, e sono tornato in albergo leggero come una nuvola…
Non sia mai detto, però, che a Torino si vada a letto senza un gelato, giammai!
Quindi due passi digestivi verso Silvano, in via Nizza, sono stati di rigore. E lì gelato alla crema di riso, gianduia, marron glacé.
Secondo me quattro chili sono stati pure pochi… 
Continua qui.
(*) nippoli= pelucchi
Technorati Tags: Torino, Eataly, Lingotto, la+granda, birra, kwak, motor+oil, grafite, molto+malto, st.peter’s, silvano, gelato, Nora, baladin, Costume,Humour,Humor,Umorismo,aiuto, A.I.U.T.O., Associazione+Italiana+Uomini+Troppo+Oppressi, Società

























ma che pretendi con questa goduria1 4 kl ponzillacchere direbbe totò! sono riuscita a linkarvi ora tocca a voi linkarmi buon ferragosto
Comment by caravaggio — 15 August 2007 @ 09:35 am
@ caravaggio: già fatto, cara; ora promossa tra i soci onorari linkatori…
Cima
Comment by aiuto — 15 August 2007 @ 10:14 am
Guagliò, beato te…
sei grande
Comment by italo nobile — 15 August 2007 @ 10:15 am
Se stavo io lì, mi dovevano cacciare con le maniere forti dallo stand della birra!!!
Se poi mi trovavo con alcuni paesani e un mazzo di carte napoletane… Era la fine…
Comment by Lupo sordo — 15 August 2007 @ 11:59 am
Sì, quattro chili mi sembrano decisamente pochi. Ora vogliamo sapere come hai smaltito i restanti.
Comment by Signor Ponza — 15 August 2007 @ 20:13 pm
Belgi, Cima, belgi!
Buon ferragosto, lavoratore!
Comment by vi_di — 15 August 2007 @ 21:32 pm
OT
beh, spostami dalla sezione “blog che NON ci linkano”
Comment by capemaster — 16 August 2007 @ 00:54 am
@ italo: don’t worry, Eataly aprirà anche a Napoli…
@ Lupo sordo: allora dobbiamo organizzare un BirraCamp…
@ Signor Ponza: aspetta che devo ancora raccontare il pranzo…
Benvenuto!
@ vi_di: ach! mi sono fatto riprendere dalla maestrina dalla penna rossa…
(sono in ferie ma ancora a casa con i piccerilli; parto domenica)
@ capemaster: il signore è servito…
Cima
Comment by aiuto — 16 August 2007 @ 01:02 am
..non ti posso lasciare un’istante che ti dai alla “bella vita”,ehh?
Comment by michele — 18 August 2007 @ 00:30 am
Adesso ho capito cosa ti ha “veramente” colpito quando sei stato a Torino…Bravo, bella pubblicità ad una ancora più bella città
Comment by Ombra — 26 August 2007 @ 11:20 am