L’inno al Rutelli sciolto
Immagine tratta da http://www.politbjuro.com/
… è Francesco Rutelli la novità di rottura…
Il rutelliano «manifesto dei coraggiosi»… pone domande scottanti quanto ineludibili…
Tutte queste domande… hanno conferito di colpo a Rutelli… il ruolo di «coscienza critica» di un riformismo frustrato e irrealizzato…
… riformista erratico…
…ha deciso di favorire la nascita di un partito… univoco, compatto, razionale, senza stravaganti sfilacciamenti estremisti tenuti assieme dalla rendita di un antiberlusconismo ormai anacronistico…
La sua adolescenza e gioventù, in bilico tra crocefisso e qualche spinello veniale, sono state marcate dalle scuole dei gesuiti e dalle trasgressioni esibizionistiche del primo partito radicale che gli sono costate un breve soggiorno in prigione. Però la fede e la moderazione cattoliche non lo hanno mai abbandonato…
Il suo buon rapporto iniziale con Craxi venne offuscato da una battuta infelice - «gli auguro di mangiare il rancio a San Vittore» - pronunciata quando Tangentopoli travolse il capo socialista e di cui s’è pentito in seguito…
… le fortune ministeriali e quelle politiche ai vertici della Margherita non ne hanno mutato il carattere né il tratto signorile…
Egli difatti riesce assolutamente gradevole e avvincente se lo si incontra sciolto al ristorante…
Io invece, per quel che vale la mia opinione, gli riconosco oggi in sincerità il ruolo e il fervore di coscienza critica dei fallimenti riformisti del centrosinistra…
Salv, sno Enzzo Bttiza, ditorialista dlla Stampa. Scsate se prlo csì, ma dpo il pzzo ch ho scrtto mi è vnuta la lingua dllo scrivno per il trppo abus…
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