Il fascino in ripiego della borghesia
Rossi Doria parte per la Prima Crociata contro i Rifiuti
(clicca per ingrandire)
Lo ammetto, non ero preparato. Sono andato venerdì alla presentazione del libro Le vie infinite dei rifiuti di Alex, alla libreria Feltrinelli di Napoli, ma non mi ero organizzato mentalmente per scriverne un resoconto. Ero in un mood disteso, d’ascolto, e mi sono messo in fondo alla sala per gustarmi gli umori del pubblico e scambiare sottovoce qualche commento con Pensatoio e Dalianera.
Però ora sono qui a cercare di districare il groviglio di sensazioni che la presentazione mi ha lasciato e le tante domande irrisolte.
Innanzitutto la cronaca.
La sala: un po’ piccola, forse, ma ci siamo entrati tutti; l’ambiente raccolto ha favorito il contatto umano e forse anche qualche reazione al calor bianco, ma tutto sommato mi è sembrata una giusta collocazione.
Gli oratori: presentazione al vetriolo di Fraba, un po’ troppo lunga, forse, ma appassionata e appassionante.
A seguire un intervento di Antonio Risi (qui un suo commento sul blog di Leonardo Impegno) - responsabile dell’Autorità Ambientale della Regione Campania -, che ha cercato di smorzare la vis polemica e antipolitica di Fraba (evvabbè…) e ha commentato vari punti del libro; anche lui si è dilungato troppo, e quando qualcuno glielo ha fatto notare si è adombrato come una zita cuntignosa(*) e si è zittito.
Anche il successivo intervento di Massimo Mendia, titolare della Faber Srl ed esperto dell’associazione decidiamoinsieme, sfora i dieci minuti previsti. Al di là delle provocazioni dell’oratore (sicuramente evitabili, vista la crescente tensione), a me è comunque rimasta impressa una frase: per gestire la lavorazione dell’enorme quantità di rifiuti che produce la Campania io mi affiderei solo a tecnologie collaudate, tecnologie che abbiano almeno trent’anni di storia. Un bell’asso di bastoni calato sul tavolo, indubbiamente, che dà da pensare.
È intervenuta poi Sabina Laddaga della Rete campana salute e ambiente (qui trovate un suo commento contrario alla pirolisi, che tanto piace al nostro Alex), la quale ha parlato soprattutto di raccolta differenziata e dell’esperienza basca ma ha sorvolato sul problema dello smaltimento.
Alla fine ad Alex sono rimasti appena dieci minuti per fare il suo intervento: intenso e grintoso, sicuramente incazzato per l’attesa, denso di dati e cifre che hanno fatto tremare. Un intervento rapido, nella speranza di poter rispondere alle molte domande del pubblico, ma l’ora della chiusura è sopraggiunta e c’è stato il tempo di rispondere solo a due.
Ci sarà una prossima volta, ci deve essere una prossima volta. Ma quando ci sarà, Alex, devi parlare per primo, e gli eventuali altri partecipanti devono innestare il loro intervento sul tuo libro; altrimenti è un dibattito, non una presentazione.
Voglio ribadire il concetto: la presentazione di un libro deve essere la presentazione di un libro. Deve permettere, insomma, di conoscere il pensiero dell’autore, essere occasione di contatto e approfondimento con i temi trattati, e non una passerella per altri.
A Marigliano la presentazione fu occasione di vetrina per i politici locali, mentre a Napoli, bisogna dirlo, c’è stata la netta sensazione che l’associazione decidiamoinsieme (che alle elezioni comunali di Napoli di aprile 2006 candidò Marco Rossi Doria a sindaco) volesse apporre un suo sigillo alla serata.
Non voglio assolutamente criticare l’encomiabile lavoro di Daniela L., vera e propria anima del sito dell’associazione, ma ascoltare Mendia che augura a Rossi Doria di centrare l’obiettivo dell’elezione a sindaco, e lo stesso Rossi Doria in un pistolotto finale su come la società civile dovrebbe dibattere, mi ha lasciato un po’ l’amaro in bocca.
Intendiamoci, io credo che Marco Rossi Doria sia un’ottima persona, e se fossi residente a Napoli sarebbe stato anche il mio candidato a sindaco, però l’altra sera mi è sembrato di scorgere i profondi limiti della sua azione.
Rossi Doria rappresenta una borghesia vivace, colta, sinceramente interessata ai problemi della città e della politica più in generale; una borghesia che ha ritrovato la voglia di lavorare per la cosa pubblica e di trovare qualcuno che la rappresenti; una borghesia laboriosa e onesta che non vuole più ritornare nell’angolo dove si era confinata.
Ma questa borghesia non sa parlare al cuore e ha la supponenza di avere in tasca le soluzioni perché ha cultura e onestà intellettuale, ma così riesce a rappresentare solo se stessa.
Due peccati capitali, quindi, anzi tre.
L’aver permesso un altro quinquennio Iervolino.
(*) zita cuntignosa: zitella che fa la finta sdegnosa ma brama per avere un uomo
Ti piace questo post? Votalo su OKNotizie!
Technorati Tags: le+vie+infinite+dei+rifiuti, alessandro+iacuelli, decidiamoinsieme, marco+roddi+doria, antonio+risi, massimo+mendia, sabina+laddaga, politica, rosa+russo+iervolino, monnezza, rifiuti, Costume,Humour,Humor,Umorismo,aiuto, Cima, A.I.U.T.O., Associazione+Italiana+Uomini+Troppo+Oppressi, Società

























Su Mendia e la sua provocazione.
Qual è la posizione della borghesia partenopea sulla relazione tra economia legale ed illegale ?
Perchè a me più che provocazione si tratta di ambiguità, cioè della consapevolezza non esplicitata (se non in forma allusiva) che bisogna convivere con la camorra. E questo non depone a favore : se si inizia così, dove si va tra 15 anni ?
Comment by italo nobile — 18 June 2007 @ 09:48 am
Per non aver preso appunti hai fatto proprio un buon lavoro.
Bravo.
;-)
Comment by dalianera — 18 June 2007 @ 09:55 am
Un briciolo di attenzione ai contenuti era necessaria. Meno male che ci hai pensato te
Comment by fraba — 18 June 2007 @ 11:22 am
@ italo: da nessuna parte, ovviamente, ma spero davvero che stiamo prendendo un abbaglio
@ dalianera: grazie!
@ fraba: ragazzi, sto ancora digerendo: venerdì Z-pizza, sabato una cena del mio sindacato e domenica una prima comunione stile matrimonio (a tavola dalle 15 alle 21…)…
Cima
Comment by aiuto — 18 June 2007 @ 17:38 pm
Caro C.I.M.A, sinceramente sino a pochi giorni fa ignoravo l’esistenza dell’ing. Mendia.Sono rimasto non poco perplesso dalle sue dichiarazioni:
Con tutto il rispetto anche la sua analisi tecnica,da ingegnere quale è,la trovo molto “sui generis”,ennesima dimostrazione che il titolo di studio non fa l’intelligenza. C.I.M.A, incenerire oggi non’è solo una scelta ma sempre più un redditizio business.
Questo non può e non deve essere taciuto.Il costo degli impianti a prescindere dal sostegno pubblico scontato per l’attuale emergenza in campania,è pagato dal contribuente attraverso i CERTIFICATI VERDI ,una sorta di credito riconosciuta dal governo al gestore per i primi 8 anni di attività. Si si fanno un po di conti tra incentivi governativi,contributi regionali e vendita all’utenza dell’energia termica generataci rendiamo conto dell’enorme BUSINESS che si viene a creare.Ritorniamo all’inceneritore. A Salerno si vuole riproporre la stesso impianto sul modello di Brescia con la variante di una seconda linea a gassificatore,tecnologia più avanzata da non confondere con i rigassificatori,che dovrebbe in teoria abbattere i fumi del camino,sulla cui efficacia la comiìunità scientifica ha espresso notevoli perplessità.La stessa CE ha avviato procedure di infrazione contro l’Italia aventi ad oggetto l’impianto di Brescia.Le emissioni dei fumi sono una miscela dal potenziale canceroso notevole:diossine,furani e nanoparticelle:polveri sottili e articolato PM 10-PM 2,5-PM 0,1.Con tanto di rispetto per l’ing. Mendial’opinione pubblica chiede di essere tranquillizzata da un chimico e non da un ingegnere che dice di avere amici camorristi.Comment by michele — 24 June 2007 @ 18:50 pm
@ michele: caro Michele, non lasciamoci prendere dalla passione e procediamo con calma. Le dichiarazioni di Mendia che hai riportato sono state raccolte da resoconti sulla presentazione del libro di Alex effettuati da altri bloggers, sui quali lo stesso Alex si è trovato a dover smussarne gli eccessi.
Io non le ho riportate (ma le ho stigmatizzate per eccesso di provocazione) perché si capiva bene lo spirito con il quale sono state pronunciate, e d’altronde non sono state nemmeno riportate con precisione.
Quando Mendia dice che la Camorra è un fenomeno marginale nella questione dei rifiuti in Campania, si riferiva ai rifiuti “normali”, ed anche Alex si è trovato d’accordo sul fatto che alla camorra interessino molto di più i rifiuti “speciali”, anche se valutava l’intervento della camorra nel ciclo dei rifiuti “normali” più elevato di Mendia.
Le riserve sugli inceneritori le conosco abbastanza (ma non è mai troppo…), anche se molti osservano che i prodotti della combustione sono sì pericolosi e inquinanti, ma la quantità prodotta è percentualmente inferiore al quella prodotta da gran parte degli altri macchinari sui quali nessuno solleva obiezioni. Ma non è questo il punto, almeno per me.
Io dico: utilizziamo le ultime tecnologie(come la pirolisi, che piace ad Alex, o la torcia al plasma), che dovrebbero produrre una minore quantità di residui da smaltire successivamente (ridurli a zero è impossibile, a quanto pare, ma mi piacerebbe avere altre informazioni sulle torce al plasma).
E qui Mendia cala il suo asso di bastoni: per l’elevatissima quantità di rifiuti da smaltire in Campania è necessario utilizzare tecnologie collaudate e non sperimentali.
Ragioniamo su questo, se è possibile, e non sull’eco delle sue frasi erroneamente riportate.
Anche perché Mendia ha esperienza da vendere (fa questo di mestiere) ed è interessato ad un cambiamento della politica almeno quanto noi. Almeno questa è l’impressione che ne ho avuto, ma nel mio post ne ho fatto una piccola analisi, se hai voglia di leggerlo.
Un caro saluto.
Cima
Comment by aiuto — 25 June 2007 @ 01:34 am