associazione italiana uomini troppo oppressi web 2.0
L’ommo è ommo e adda ummia’

Delle virtu’ e de’ premi

Un blog di servizio | 29 April 2007 | 02:37 am

Prima pagina del libro Delle virtù e de' premi di Giacinto Dragonetti

clicca per ingrandire

Terzo (e ultimo, per vostra fortuna) post su libri e dintorni.
Quella che vedete è la prima pagina di Delle virtù e de’ premi dato alle stampe nel 1766 da Giacinto Dragonetti, insigne giurista che nel 1799 ricoprì incarichi di grande responsabilità nella Repubblica Napoletana.
Per i motivi più strani ho avuto modo di avere tra le mani questo libro e, al di là dell’emozione di toccare un libro di fine settecento, sono stato colpito dal principio ispiratore tanto semplice quanto eversivo e rivoluzionario: perché ci si affanna a punire i delitti e non a premiare le virtù?

Continua…

Che la riscossione sia con voi

Un blog di servizio minimalia | 27 April 2007 | 00:55 am
Il dono di Vladimir Nabokov, copertina

Come ho potuto dimenticare il libro che ho dapprima faticato a proseguire e poi, mano a mano, pagina dopo pagina, parola dopo parola, ho letto con gusto, sorpresa, divertimento, meraviglia. Un libro che ho sottolineato, commentato, fatto le orecchie alle pagine (orrore! grideranno i benpensanti…) per ritrovare pensieri illuminanti e citazioni.
Il dono di Vladimir Nabokov, signori.

Continua…

Cinque pezzi facili

minimalia | 23 April 2007 | 23:00 pm

Lameduck mi invita a propagare il meme del momento: scegli i cinque libri della tua vita, riportane i cinque incipit, infetta cinque malcapitati. Panico: emmò?
Scartate le collezioni di Topolino e Playboy, messe da parte le annate complete dei fotoromanzi Lancio, prestata ai nipoti la serie completa de Il giallo dei ragazzi, non mi rimane che scegliere a casaccio tra i cinque libri adulti della mia fornitissima biblioteca:

copertina libro Il destino si chiama Clotilde

IL DESTINO SI CHIAMA CLOTILDE: Alle 9 antimeridiane del 14 maggio1885, il Delfino levava le ancore dal porto di Nevaslippe e prendeva il mare. Mezz’ora dopo il signor Filimario Dublè udiva bussare discretamente alla porta della sua cabina e questo pur modesto avvenimento provocava nel celebre gentiluomo giustificato compiacimento. Effettivamente già da parecchio il signor Filimario Dublè attendeva che qualcuno bussasse alla porta della sua cabina: per essere più precisi, già da sessanta minuti il signor Filimario Dublè aspettava l’apparizione della signorina Clotilde Troll.
Forse il libro più divertente che abbia mai letto, sicuramente il più sorprendente. Chi ricorda il Guareschi del mondo piccolo e i suoi bozzetti, troverà qui uno scrittore moderno, una prosa effervescente e piena di digressioni le quali pure essendo d’indole personale s’innestano mirabilmente nella vicenda e la corroborano rendendola vieppiù interessante, come recita il sottotitolo. Da leggere assolutamente!

copertina libro Marcovaldo

MARCOVALDO: Il vento, venendo in città da lontano, le porta doni inconsueti, di cui s’accorgono solo poche anime sensibili, come i raffreddati del fieno, che starnutano per pollini di fiori d’altre terre. Un giorno, sulla striscia d’aiola d’un corso cittadino, capitò chissà donde una ventata di spore, e ci germinarono dei funghi. Nessuno se ne accorse tranne il manovale Marcovaldo che proprio lì prendeva ogni mattina il tram.
Marcovaldo, che ho letto in terza media in un’edizione Einaudi del 1966 per gli studenti (che significa: togliere le parti più divertenti, imbottire il libro di note e lasciare tutte le pallosissime descrizioni…), ancora mozzicata da un cane, lire 700, mi ha aperto il mondo di Italo Calvino. Da lì in poi ho letto praticamente tutto, da I nostri antenati alle Cosmicomiche a Se una notte d’inverno un viaggiatore. Vi raccomando il racconto Luna e gnac.

copertina libro Paolo il caldo

PAOLO IL CALDO: 23 giugno 1952. Mi trovo seduto sulla terrazza dell’albergo Baglioni, innamorato di mia moglie. Sono le dieci di sera. Ho terminato di mangiare e, grazie alla vitalità, che mi ha infuso il gelato di vino di Chianti, fra i pensieri che possono eccitarmi a una dolce fantasticheria, ne scelgo uno che, in uno stato diverso, mi sembrerebbe noioso o addirittura lugubre: fra pochi giorni, avrò compiuto quarantacinque anni.
Certamente il libro più sensuale e struggente che abbia mai sfogliato. Incompleto, a causa della morte di Vitaliano Brancati, narra di come si possa trombare alla grande ed essere infelici. Meditate, gente, meditate...

copertina libro La prosivendola

LA PROSIVENDOLA: Prima c’è stata quella frase che mi ha attraversato la mente: “La morte è un processo rettilineo.” Il genere di dichiarazione poco sfumata che uno si aspetta piuttosto di trovare in inglese: “Death is a straight on process”… o giù di lì. Stavo giusto chiedendomi dove l’avessi letta quando il gigante ha fatto irruzione nell’ufficio. Prima ancora che la porta sbattesse alle sue spalle lui era già chino su di me: - È lei Malaussène?
Questo libro, regalatomi da una persona che voleva bistrattare le mie velleità di scrittura (poi mi ha perdonato, spero…), è stata la porta che mi ha spinto nel vortice della famiglia Malaussène: Benjamin, Clara, Thérèse, il Piccolo, Jérémy, Verdun, È Un Angelo. E poi Julie, Thian… non ho mai tanto intensamente desiderato di proiettarmi nelle pagine di una saga e far parte di una famiglia letteraria. Frase da ricordare: ti amo precisamente.

copertina libro I figli della mezzanotte

I FIGLI DELLA MEZZANOTTE: Io sono nato nella città di Bombay… tanto tempo fa. No, non va bene, impossibile sfuggire alla data: sono nato nella casa di cura del dottor Narkilar il 15 agosto 1947. E l’ora? Anche l’ora è importante. Be’, diciamo di notte. No, bisogna essere più precisi… Allo scoccare della mezzanotte, in effetti. Quando io arrivai le lancette dell’orologio congiunsero i palmi in un saluto rispettoso. Oh, diciamolo chiaro; nell’istante preciso in cui l’India pervenne all’indipendenza, io fui scaraventato nel mondo.
Tanto di cappello, un capolavoro. Storia della nascita dell’India e fantasia in una sapientissima e ammaliante miscela, dalla quale non vorresti staccarti mai, come accade per tutte le storie belle e ben raccontate. Rimasi talmente attaccato che quando ebbi la fortuna di andare a New Delhi non potei fare a meno di fare un giro a Connaught Place.

Ed ora, rullo di tamburi, le vittime designate (non è un obbligo, ma…): Virginia, Vulvia, Alex, Lupo sordo, Pensatoio.

¡Que viva España!

Perle da porci | 20 April 2007 | 01:25 am

Incompetenti va bene, ma almeno non siano dei cessi!

Maria Dolores Jimenez, vicesindaco di Lepe, Spagna
(clicca per saperne di più)

Per le prossime elezioni amministrative tràttati bene, non votare un incompetente qualsiasi.
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300

minimalia | 20 April 2007 | 01:04 am

300 accessi al blog!
300 accessi, 48 commenti, la commemorazione di Totò è stata un successone!
Ringrazio tutti i partecipanti, i commentanti, i commemoranti e i linkanti.
Ma soprattutto la nostra Lameduck, senza il cui impulso non sarebbe stata scritta una giornata così gloriosa per la città di Sparta il blog di A.I.U.T.O.
Papere’, ce pruvammo n’ata vota?
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‘a weblivella (blog e’ democrazia)

Libbertà | 15 April 2007 | 00:01 am

Omaggio a Totò in occasione dei 40 anni dalla sua morte
La sempre ottima Lameduck iersera
tra un elegante frizzo e un lazzo
mi ha proposto con aria non severa:
“Guaglio’, tu che non hai da fare un *azzo,

ogn’anno, il 15 aprile, c’é l’usanza
di andare a scrivere un post battagliero.
Ognuno ll’adda fà chesta crianza;
ognuno adda tené chistu penziero
.

Quest’anno ricorrono i 40 anni
dalla morte
del Marchese. Tu ci vai?”
Io, che del Napoletano indosso i panni,
“Mo’ che ce dico?” tra meco e me pensai

Continua…

Il ritorno dei satiri

Libbertà | 14 April 2007 | 21:04 pm


Da un’idea di Sergio Staino, la satira torna in edicola con l’Unità.
Ma, soprattutto, c’è anche uno dei più prolifici, graffianti e mai banali disegnatori che abbia mai visto: rododentro.
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Totoday

Un blog di servizio | 13 April 2007 | 00:50 am

Omaggio a Totò in occasione dei 40 anni dalla sua morte
Il 15 aprile ricorrono i quarant’anni dalla morte del più grande comico italiano: Totò.
Allora si è pensato di rendergli omaggio qui, sulla blogosfera, componendo frammenti di post e pensieri, ognuno a suo modo, ognuno con il suo stile, chi intesserà la trama, chi l’ordito.
La coperta che ne uscirà sarà un patchwork vivo e pulsante che potrà servire a scaldarci il cuore quando fuori fa freddo, per chi lo vorrà.
E solo il Principe sa quanto ne abbiamo bisogno.

Partecipano al progetto:
Lameduck (ideatrice)
Virginia
Alex321
Dalianera
Lazzaroblu
Pensatoio
Napoli Bloggers
Cloro
Lupo sordo
Munchhausen
Alduccio
Vulvia
Pibua
Pasquale Orlando
Antonio64j
L’Eco di Dionisio
Sogniebisogni
vi_di
PensierofiliArts
Tisbe
Mente Critica
Placida Signora
C’è Walter
Bloggo intestinale
Claudio Silvestri
Nonna papera
napoliviva
La Toga Strappata
gds75
Gianfalco
Fraba
Nicola Natalicchio
Sale del mondo
Iammonline
Isola Pulita

(scriveteci, commentate ma, soprattutto, postate e continuiamo qui la lista).

Per chi volesse usare il logo può copiare il codice nel riquadro in basso (oppure prendete il logo in alto e linkate questo post):

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Napoletani, vil razza dannata

Oppressione è... | 9 April 2007 | 22:32 pm

Napoletani, vil razza dannata

Omaggio ad Andrea Pazienza
(clicca per ingrandire)

Qualche giorno fa ho chiamato scugnizza una ragazza piemontese. Tra la meraviglia degli astanti, ho spiegato che la ragazza mi sembrava estremamente sveglia e intuitiva (oltreché molto carina, ça vans dire).
L’ulteriore meraviglia degli astanti mi ha fatto riflettere. È normale, per un Napoletano, definire scugnizza una persona così.
A pensarci bene, però, c’è un bel po’ di razzismo in questa definizione. Associare ai Napoletani un’intelligenza viva e grande intuizione è obiettivamente una generalizzazione. Io, ad esempio, sono un tonto mica male.

Continua…

Fonte subito!

Entropy at work | 2 April 2007 | 22:50 pm

“… I confratelli custodiscono tutto: i mezzi guanti che nascondevano le stimmate, il pettine, le forbicine, l’acqua minerale “Cutolo Rionero“, il flacone di “Bronchiovit” contro l’ asma, la stilografica “Omas Extra”, i sandali di cuoio scuro, il saio, le bende macchiate di sangue, un bicchiere scheggiato. Padre Pio non possedeva altro…”
Dall’etichetta dell’acqua minerale “Cutolo Rionero, di cui non voglio nemmeno linkare il sito.
Un’acqua che, dopo aver letto l’etichetta, più la mandi giù e più ti torna su.
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