Due ore vissute pericolosamente
Ieri giornata davvero importante, tutta dedicata alle best practice (il consulentese mi si è ficcato nel cervello…).
Per dire, abbiamo ascoltato (e, qualcuno, persino toccato…): Maura Viezzoli e Riccardo Stefanori del CISP, un’incredibile ONG che realizza programmi di aiuto in circa 30 paesi del mondo; Marco Lucchini del Banco Alimentare, che tutti conosciamo per la raccolta annuale di alimenti l’ultimo sabato di novembre, ma forse non conosciamo tutto il restante (e spossante) lavoro degli altri 364 giorni all’anno; Bruno Pozzobon del Consorzio in Concerto, un eccezionale esempio di come si possa creare una rete di cooperative che, pur partendo da servizi di assistenza sociale, riesce a diventare autonoma finanziariamente partorendo altre cooperative di lavoro e costruendo un futuro per chi ha problemi di reinserimento; Luigi Corbani dell’Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi, un estorsore di donazioni che ha fondato e tiene in vita una straordinaria orchestra di giovani, una delle sole tre orchestre sinfoniche nel paese dei mille conservatori e nessun futuro musicale; dulcis in fundo, Monsignor Bazzari della Fondazione Don Carlo Gnocchi.
Mi riesce difficile parlarne con lucidità. Con alle spalle cinque notti di cinque ore di sonno sarebbe difficile parlare con lucidità anche del gelato al puffo di Totti, ma, vi assicuro, ho incontrato una persona davvero fuori dal comune.
Un uomo con due spalle così (immaginate la mia apertura alare di uno e novanta…), che prosegue e realizza con grandissima capacità e caparbietà la strada indicata da Don Carlo Gnocchi; d’altronde 28 centri in tutta Italia parlano per lui.
Ha parlato per due ore, scoppiettanti, irriverenti, destabilizzanti: due ore vissute pericolosamente.
E’ talmente carismatico che, se solo lo avesse voluto, avrebbe potuto trasformare 70 impiegati in 70 missionari; ma quando un collega in estasi mistica gli ha chiesto come portasse la catechesi ai malati gli ha risposto che lui i malati li cura, semplicemente.
Non nasconde certo la sua essenza sacerdotale ma ha il dovere laico di curare tutti senza approfittare del dolore per diffondere il vangelo.
La trascendente ovvietà della risposta l’avrei filmata e poi proiettata, a mo’ di cura all’Arancia Meccanica, a tutti i teodem, ai fanatici, ed anche agli ignavi come me.
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Beh, mi pare cmq una cosa molto interessante, ed una bella giornata piena di cose toste.
Domani sera si parla di monnezza a Gaia, Rai3, ore 21.30
Comment by Alex — 30 March 2007 @ 09:28 am
Eh sì…
ci sono uomini con le palle…
Comment by italo nobile — 30 March 2007 @ 15:49 pm
Una bellissima full immersion in cose interessanti e impegnative. Complimenti e soprattutto coraggio Mr. Cima.
Non molli.
Comment by dalianera — 30 March 2007 @ 16:26 pm
I missionari di solito sono tre palmi sopra i preti normali. Forse perchè vedono la vita reale e non quella virtuale filtrata dai pizzi e broccati vaticani. Anch’io ne conosco uno eccezionale.
Comment by Lameduck — 31 March 2007 @ 05:58 am
Oggi si riprende. Tengo duro, come dice il Bossi.
Cima
Comment by aiuto — 2 April 2007 @ 06:27 am
Visti così sembrano bella gente… peccato che a prendersela comoda con le chiacchiere ci sono brutti figuri
Comment by mitilene — 2 April 2007 @ 19:44 pm