Quella mattina arrivai tardi in ufficio e non mi accorsi che…

Quella mattina arrivai tardi in ufficio e non mi accorsi che mio figlio mi aveva fatto uno scherzo.
C’era l’incontro con il Commendator Bartezzaghi ed arrivai trafelato da Rossella, cinquantenne segretaria che incarnava i sogni erotici del reparto vendite: bionda, un viso dolce e fiero, un generosissimo décolleté.
“Hai una penna in tasca, oppure sei contento di vedermi?” cinguettò vedendomi arrivare.
Ovviamente ero contento di vederla, anche perché la penna non la porto certo nei pantaloni, ma per celiare estrassi dalla giacca la mia fida Montblanc modello Sigaro Avana Giant Size e Rossella cominciò a ridere.
Ora, la legge del “Calo della libido” recita che una grassa risata femminile fornisce una spinta dall’alto verso il basso pari al doppio del volume dell’onda sonora prodotta e, insomma, la mia contentezza si trasformò in un mesto sorriso stand-by.
Quando invece realizzai di avere in mano la Super Penna delle Tartarughe Ninja modello Siluro Atomico era già troppo tardi: il capo mi reclamava con fare perentorio.
Io non avevo mai capito perché il papà dello spot Barilla ridesse come un deficiente dopo aver trovato uno zito nella tasca della giacca, tre lumachine nel reverse dei pantaloni e uno gnocco fritto nel calzino destro.
Ora sapevo: pregustazione di vendetta…
(Scrivere un racconto breve (20-25 righe) e di carattere umoristico che comprenda il seguente incipit:
Quella mattina arrivai tardi in ufficio e non mi accorsi che…)
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