Baciami stupido!

In fondo in fondo lo immaginavamo, ma ci mancavano le prove.
Sapevamo che la verità era lì, a portata di mano, ma sfuggente come un’anguilla.
Ci guardavamo, smarriti, al mattino, alla fermata dell’autobus.
E poi al bar, implorando un caffè che finalmente diradasse la nebbia e sciogliesse la favella.
In ufficio le nostre colleghe sembravano appena uscite da un rendez-vous con Gil Cagné: inappuntabili, algide, perfette.
Eppure ieri sera mi sentivo benissimo, ero in gran forma, avevo tante idee…

Ed ora niente, tabula rasa, vuoto pneumatico.
Neuroni a spasso, solinghi come la particella di sodio in acqua Lete, in cerca di compagnia e conforto.
Ma che accade? Che sta succedendo a noi maschietti?
Che cos’è questo gran senso di rincoglionimento che ci assale al mattino e non risparmia nemmeno i grandi statisti?
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