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L’ommo è ommo e adda ummia’

Italian abroad is beautiful, ovvero: come si sente l’italiano all’estero dopo le elezioni e la vittoria ai mondiali

Italian abroad | 18 July 2006 | 01:31 am
Oggi comincia la collaborazione di Perrita de la tierra, italiana all’estero, single e incazzata, come ama definirsi, ma soprattutto una cara amica. Presto aggiorneremo il Chi siamo, manca anche la biografia del Merderetti, ma non contateci troppo.
Partiamo con una corrispondenza dalle Mauritius (che palle, che palle… nella bio, un giorno, scoprirete perché…)

Perrita de la tierra avatar alt 100

Non ci posso credere, ce l’abbiamo fatta: ci siamo liberati di LUI (definitivamente?) e abbiamo vinto i mondiali.
Ci avrebbe creduto qualcuno, l’8 aprile?
Per gli italiani in Italia è bello, ma per gli italiani all’estero di più, tanto di più.

Martin Schulz - Silvio Berlusconi

Cinque anni di umiliazioni: avete idea di cosa sia stato essere a Bruxelles nei giorni dello scontro con Schulz al Parlamento Europeo, con tutte le televisioni che lo trasmettevano di continuo, tutta la scena?
Gente di tutti i colori, intesi come colore di pelle e colore politico, perché all’estero non lo sopportano neanche quelli di destra, che ti dice: ma come avete fatto a eleggere un soggetto del genere? Oppure: ma dove è finito il famoso buon gusto degli italiani?
Già, dov’era finito? E quando i commenti te li fa gente che viene da paesi con livelli di
corruzione stratosferici, metti il Brasile, brucia.

Il problema è che non gli potevi neanche dire: guarda chi parla.
Mi spiego: ai basiliani ultimamente (se vogliamo, anche storicamente) non gli sta andando tanto bene, coi politici.

Lula

Lula, eletto quattro anni fa con speranze messianiche, ha mantenuto poche delle sue promesse di riscatto sociale.
Il suo maggiore successo sono le sue politiche economiche… di destra.
In compenso, tutti i suoi ministri e i suoi dirigenti di partito (a eccezione del magnifico Gilberto Gil e del meno famoso ma più dannoso ministro degli esteri Celso Amorim) si sono dovuti dimettere in seguito a una spettacolare tangentopoli, iniziata (guarda caso) con un pesce piccolo, direttore delle poste o qualcosa del genere, filmato mentre prendeva la classica bustarella da un imprenditore.
E Lula sarà pure rieletto per mancanza di alternative credibili. Insomma, un disastro.
Ma gli elettori brasiliani quattro anni fa hanno scelto razionalmente: hanno votato un ex sindacalista radicale, oggi socialdemocratico, carismatico, ex povero, sperando che potesse migliorare le prospettive di altri poveri.
Non hanno votato uno con la faccia un po’ così e con collaboratori così così.
Cinque anni di tortura. E poi è venuto il 9 aprile. Anzi, il 10.
E non si è capito più niente. Un’escalation.
L’apoteosi degli italiani all’estero (confesso: io non ho votato, le mie carte si sono perse in un cambio di continente).
La vittoria. I presidenti delle camere. Le amministrative. Il referendum.

Berlusconi - Halonen

I primi viaggi all’estero dei ministri, che magari non sono delle cime ma non ti fanno tremare ogni volta che parlano con qualcuno (vi ricordate la crisi diplomatica con la Finlandia?).
E poi il miracolo dei mondiali. Se sei in Italia forse rischi la nausea.
Ma all’estero, è un’altra cosa.

Coppa del mondo 2006

Si gode a vedere il centro di Bruxelles colonizzato, bandiere italiane ovunque, i colleghi che si congratulano, un gran casino nei freddi corridoi comunitari, il capo francese che sta zitto, gli amici dal Sudamerica che ti scrivono per dirti che hanno tifato Italia.
La vendetta su Italia-Francia di 6 anni fa, quando invitai, spavalda e imprudente, amici francesi a vedere la partita a casa mia.
La finale stavolta l’ho vista con un gruppo di spagnoli, di tifo misto, a casa di una giapponese che tifava Francia così sfegatatamente che ho quasi pensato di andarmene (e si è vendicata con una cena orientale così piena d’aglio che sono stata male tutto il giorno dopo). Ma è stato bello.
E soprattutto: che ci siamo scampati.
Ci avete pensato, che sarebbe stato se…?

francobollo Mauritius

Come tutte le cose belle, non durerà.
Prodi, Rifondazione, la Margherita, il Partito Democratico, già li conosciamo.
La Juve andrà in serie B. L’Economist ci tornerà a sfottere.
Ma per adesso, mi godo il sorriso dell’anziano signore mauriziano (o come si chiamano gli abitanti di questa ridente isola?) che mi dice:
oh, italienne, vous avez gagné! Félicitations!
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4 Commenti »

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  1. E’ vero, non dobbiamo più vergognarci delle sue gaffes, ma ci mancano tanto… su, diciamo la verità. Quel suo “Siete turisti della democrazia”… ora basta, mi viene da piangere.

    ci linkiamo?

    Comment by lameduck — 18 July 2006 @ 19:37 pm

  2. E’ un onore… :-)

    Cima

    Comment by aiuto — 18 July 2006 @ 22:11 pm

  3. Scodolo !

    Comment by italo — 19 July 2006 @ 23:42 pm

  4. No, è Perrita.

    Comment by aiuto — 20 July 2006 @ 19:46 pm

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