Italian abroad is beautiful, ovvero: come si sente l’italiano all’estero dopo le elezioni e la vittoria ai mondiali
Oggi comincia la collaborazione di Perrita de la tierra, italiana all’estero, single e incazzata, come ama definirsi, ma soprattutto una cara amica. Presto aggiorneremo il Chi siamo, manca anche la biografia del Merderetti, ma non contateci troppo.
Partiamo con una corrispondenza dalle Mauritius (che palle, che palle… nella bio, un giorno, scoprirete perché…)

Non ci posso credere, ce l’abbiamo fatta: ci siamo liberati di LUI (definitivamente?) e abbiamo vinto i mondiali.
Ci avrebbe creduto qualcuno, l’8 aprile?
Per gli italiani in Italia è bello, ma per gli italiani all’estero di più, tanto di più.

Cinque anni di umiliazioni: avete idea di cosa sia stato essere a Bruxelles nei giorni dello scontro con Schulz al Parlamento Europeo, con tutte le televisioni che lo trasmettevano di continuo, tutta la scena?
Gente di tutti i colori, intesi come colore di pelle e colore politico, perché all’estero non lo sopportano neanche quelli di destra, che ti dice: ma come avete fatto a eleggere un soggetto del genere? Oppure: ma dove è finito il famoso buon gusto degli italiani?
Già, dov’era finito? E quando i commenti te li fa gente che viene da paesi con livelli di
corruzione stratosferici, metti il Brasile, brucia.























