A.I.U.T.O. De-Lurking week
Attenzione: post lungo. Lo sfogo del pesce pagliaccio che segue è assolutamente irrilevante. Potete quindi arrivare direttamente al nocciolo della questione e commentare. Il pesce pagliaccio comprenderà.
Ieri questo blog ha compiuto 1 anno, e mentre andavo al lavoro ero completamente preso dal post che avrei voluto scrivere.
Titolo il post “Genetliaco!” oppure “Cento di questi post”? Nel dubbio tra due titoli scemi, salgo nell’autobus e saluto il conducente, il quale mi sorride ma non risponde.
Mi accomodo accanto ad una coppia di compagni di viaggio - Rosi, gestore del personale di una grande azienda, e Lello, ingegnere alla Regione - e chiacchieriamo dell’afa opprimente, del referendum, dei tempi del liceo. Forse dovrei scrivere: chiacchiero, perché i compagni mi ascoltano attentamente, annuiscono e sorridono. Ma non parlano.
Anche al bar, dove un barista di razza oramai non mi chiede più che cosa voglio, mi riscalda il cornetto e mi scodella il latte-macchiato-in-tazza-con-poco-caffé con un sorriso, ma nemmeno lui risponde al mio saluto.
Persino i colleghi si comportano stranamente: dal loro modo di fare vedo con chiarezza che mi vedono e capiscono quello che dico, ma non parlano assolutamente con me.
Mi sembra di vivere in un acquario, dove io, pesce pagliaccio, faccio volute e capriole, mentre dall’altra parte del vetro vedo tanti che capitano da queste parti, magari casualmente, ma magari spesso sorridono e qualche volta ritornano.
Ma non mi parlano.
A volte si accompagnano con amici e diventano frequentatori fissi dell’acquario: li vedi arrivare sempre alla stessa ora, frettolosi, a vedere se sono riuscito a scovare un nuovo gioco di prestigio o a inventare un rischioso calembour.
Ma non fanno commenti.
Capita persino che taluni arrivino cercando “i piedi di Elena Santarelli”, “sesso orale” e “sesso anale”, oppure “superculi” e “supertette”. Sono quelli che, delusi, non tornano più, ma qualcuno di bocca buona si attarda a guardare le mie peripezie e mastica un sorriso.
Ma non commenta.
E poi ci sono gli amici. Quelli in carne ed ossa, che senti per telefono, corrispondi via email, a cui scrivi sms. Che per compiacerti (e, a volte, compiacersi) vengono e scrutano.
Ma anche questi muti.
Questo post è allora dedicato a tutti coloro.
A tutti coloro che ascoltano senza parlare, a tutti coloro che vedono ma non lo dànno a vedere, a tutti coloro che sostano dall’altra parte del vetro e non fanno ciao ciao con la manina.
Questo post è quindi dedicato a tutti voi: lurkers, timidi, pigri, lettori silenziosi.
Vi lascio da soli un’intera settimana per lasciare un saluto, un commento, un chissenefrega. Anche un vaffanculo, perché no!
Se fate ciao ciao con la manina il pesce pagliaccio vi ringrazierà.
Nun facite e restive…
Il De-Lurking Day è stato inventato l’anno scorso da Paper Napkin e poi la moda è dilagata. Se siete curiosi potete leggere la Fenomenologia del lurker e poi dare uno sguardo al Delurking day 2006 di Dave, famoso blogger italiano dedito anima e palla alla consacrazione del trash.
Legenda: nun fa’ ‘o restivo significa “non fare il restio”, espressione felicemente usata da Totò nella poesia ‘a Livella.
Technorati Tags: De-Lurking+day, De-Lurking+week, Delurking+day, Delurking+week, lurker, lurkers, piedi+di+Elena+Santarelli, sesso+orale, sesso+anale, superculi, supertette, nun+fa’+'o+restivo, Toto’, ‘a+Livella, Costume,Humour,Humor,Umorismo,aiuto, Cima,Topesio,A.I.U.T.O., Associazione+Italiana+Uomini+Troppo+Oppressi, Società

























