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L’ommo è ommo e adda ummia’

Parla D’Alema, compare d’anello di Fassino e Consorte

Di' qualcosa di sinistra! | 7 January 2006 | 02:14 am
fotografia di Massimo D'Alema


Questa campagna sulla vicenda Unipol è del tutto strumentale, è una campagna che nasce a comando…


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5 Commenti »

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  1. La verità è che siamo l’unico paese al mondo in cui leggendo su un giornale di proprietà della famiglia del premier la trascrizione illegittima dell’intercettazione telefonica di un leader dell’opposizione, anziché scattare su e denunciare lo scandalo, l’attentato alla democrazia, si discute del contenuto della telefonata”.

    Quindi per D’Alema è scandaloso il modo in cui si è venuti a conoscenza dei fattacci e non il fattaccio stesso… e bè, sono delle delle belle capriole… ma ci crederà a quello che di ce? Spero di no per la sua salute mentalle.

    Comment by ineffabileweblog — 7 January 2006 @ 18:21 pm

  2. Il fattaccio non c’è, ma a furia di dire che c’è, poi ci si crede.
    Il fattaccio si vedrà tra qualche giorno con i resoconti dei magistrati di ritorno dal Liechtenstein e dalla Svizzera.
    A quel punto ne sapremo di più per giudicare i fattacci.

    Comment by francesco — 7 January 2006 @ 22:05 pm

  3. Quelle telefonate già di per se, sono dei fattacci, almeno per chi ha sempre sbandierato certi valori, hai letto tutte le altre telefonate tra i vari personaggi, vai sul corriere, ci sono tutte… ma non sto a farme una questione di destra o di sinistra.
    Solo che non ammettere l’evidenza non lo trovo intelligente, tutto lì, senza polemica.
    Ciao

    Comment by ineffabileweblog — 7 January 2006 @ 22:22 pm

  4. Al tempo: non è un fattaccio.
    E’ una caduta di stile, tanto più grave per chi ha da sempre orgogliosamente e con ragione coltivato e rivendicato una tignosa diversità.
    Qui c’è un problema di morale pubblica (anche se sei amico del raider non si esulta come quando al liceo il tuo amico riusciva a poggiare la mano sul didietro della bionda al terzo banco) e di una stantia tradizione politica italiana che rende ahimé piuttosto simili destra e sinistra: la tradizione del gridare al complotto, alla persecuzione, dell’indicare il dito anziché la luna.
    E dire che non me l’aspettavo da uno come D’Alema, uno dei pochi che a suo tempo ebbe il coraggio di dimettersi.
    Forse oggi è in ballo la sopravvivenza di un partito, la sua leadership nell’Unione, e il realismo deve prevalere, anche a costo di qualche mal di pancia.
    Ma lasciateci almeno indicare la luna.

    Comment by aiuto — 8 January 2006 @ 01:08 am

  5. … Anche noi vogliamo indicare la luna, ma tutti guardano sempre il dito, per questo io sostengo sempre che si debba votare per i valori della parte politica in cui ci si riconosce, piuttosto che votare i politici del momento.
    Solo così, credo, c’è speranza di rinnovare la classe politica italiana, con pazienza, con molta pazienza…
    Ma tutto questo potrebbe finire….
    Ciao

    Comment by ineffabileweblog — 8 January 2006 @ 01:38 am

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