Partenza ore 8. Cielo ancora nuvolo, ma le previsioni promettono bel tempo.
Sono fichissimo: calzamaglia, casco e il nuovo giubbino wind-stopper attillato che è una favola.
Non bado ai pinguini che trovo fuori casa e comincio a pedalare.
Cento, duecento metri, il freddo già non lo sento più, il mio giubbino è troppo sfaccimmo.
E’ fatto con un tessuto speciale, che fa traspirare; le goccioline di sudore, infatti, escono una ad una dal giubbino, si guardano attorno con aria smarrita, fanno il segno dell’ombrello alle molecole di vento che armeggiano per entrare e poi si volatilizzano.
Dopo un chilometro inforco la strada provinciale, saluto distrattamente Pininfarina fermo all’angolo e tiro dritto.
Pininfarina? Cazzo ci fa da queste parti?
Continua…