Articolo 6
L’associazione è presieduta dal presidente-fondatore, individuato nella persona del Sig. Topesio, che gode di tutti i più ampi poteri e della ordinaria e straordinaria amministrazione, con durata della carica vitalizia; vi è poi un consiglio dei giusti, formato dai membri fondatori, individuati nei Signori Cima, Condor, Spagnolo, la cui carica è elettiva e a revoca, nominati dai due terzi degli iscritti col consenso del presidente-fondatore che ha sempre diritto inappellabile di veto e presiede altresì il consiglio; si nomina inoltre un segretario responsabile nella persona del Sig. Marittiello Pitagorico con carica della durata di anni 5, rieleggibile dal consiglio dei giusti.

























Si propone articolo 7. Alle rispettive mogli o fidanzate bisogna dare il minimo numero di informazioni sulla vita sociale della Fondazione
Comment by Italo — 30 August 2005 @ 15:54 pm
Proposta articolo 8
L’inno della fondazione è “Honolulu baby”
Ritornello:
Honolulu baby, where’d you get those eyes?
And that dark complexion, I just idolize?
Honolulu baby, where’d you get that style?
And the pretty red lips, and that sunny smile?
Trama del film (vero archetipo della Fondazione)
Stanlio e Ollio, entrambi sposati, risiedono a Los Angeles e le loro abitazioni sono contigue. Quali membri di una associazione denominata “Figli del Deserto” e articolata in più sezioni, si impegnano a partecipare al congresso annuale a Chicago, ma hanno il problema di avere il permesso delle rispettive mogli. Stanlio lo ottiene, ma Ollio, che invece ha avuto un netto rifiuto, è costretto a ricorrere all’espediente di fingersi malato e di avere da un dottore, nella fattispecie un veterinario, la prescrizione di un viaggio per mare fino alle Hawaii con Stanlio come compagno. I due partono, ma ovviamente per Chicago dove partecipano a sfilate e feste congressuali nel corso delle quali si ascolta fra l’altro la canzone Honolulu baby, che costituirà il motivo forse più conosciuto fra quelli presentati nei films della coppia.
Stanlio e Ollio, fedeli all’imbroglio ordito in partenza, rientrano a casa con al collo ghirlande awaiane di fiori e suonando l’ukulele, ma non trovano le mogli che sono andate angosciate ad assumere informazioni essendo giunta notizia del naufragio della nave sulla quale i due mariti avevano falsamente annunciato di rientrare dalle Hawaii. I due mistificatori, entrati in casa, apprendono da un giornale del naufragio e del fatto che solo l’indomani sarebbe arrivata la nave che aveva raccolto i naufraghi. Decidono quindi di pernottare in soffitta, mentre le mogli scoprono l’inganno vedendo al cinema in un cinegiornale i due mariti che folleggiano al congresso di Chicago. Alla fine Stanlio otterrà il perdono avendo confessato, mentre sulla testa di Ollio si abbatterà una dura punizione a base di stoviglie.
Comment by Italo — 3 September 2005 @ 14:09 pm