Fuga dalla vittoria
Caro Napoli, sei sempre stata la mia squadra del cuore.
A parte una parentesi milanista da bambino dovuta alla nefasta influenza di mio zio Pasquale, subito accantonata da una maglietta azzurra con il numero di Kurt Hamrin.
Ho vissuto tutta l’epopea di Maradona, scugnizzo argentino, e quando è iniziata la parabola discendente non ce l’ho fatta più a soffrire sugli spalti, ma sei sempre lì, sotto lo sterno.
Caro Napoli, dicevo, io ti devo chiedere una grande cortesia.
E’ una cosa un po’ delicata ma, vedi, non ne posso fare a meno.
Nun t’a piglia’, ma vorrei che non ti sbattessi più di tanto per la serie B.
Perché tutta questa insistenza? A che scopo i cavilli e i legulei? Non sarebbe stato meglio conquistare i galloni sul campo, come dice Luca Sofri?
Devi sapere, poi, che mia moglie, juventina d’elezione, durante la complessa procedura di accompagnamento al sonno della prole - in codice: jateve a cucca’: triduo composto da bacio, acqua, pipì, da ripetere tre volte (i tre tridui di eduardiana memoria…) per entrambi i figli - si appapagna teneramente e sprofonda lentamente in un sonno ristoratore accasciata sul letto degli infanti.
Ordunque, due incresciosi episodi sono occorsi nelle ultime notti.
12 agosto: urla e ululati lancinanti salutano la tua vittoria nel Trofeo Birra Moretti, manco fosse la Coppa dei Campioni.
14 agosto: urla belluine e grugniti festeggiano la vittoria sulla Reggina al terzo turno di Coppa Italia, manco fosse la terzultima giornata del Campionato.
In entrambi i casi, mia moglie è saltata dal letto, si è messa in spalla il maschietto, alla vita ha annodato la femminuccia a mo’ di marsupio, ha afferrato al volo lo zainetto delle scorte di emergenza di Kinder Pinguì, è scivolata sul corrimano per tre piani e si è involata per strada al grido di ‘o Vesuvio! ‘o Vesuvio!…
Ho dovuto chiamare i Carabinieri, che si sono pure incazzati perché stavano festeggiando la vittoria.
Sono stati comunque molto gentili e mi hanno comunicato - con molto tatto, per la verità - che se dovesse succedere una terza volta non muoveranno un dito perché i bambini erano consenzienti.
Ora ti ho detto tutto, non ho più segreti.
Fa’ tu, vedi di perdere qualche partita, fammi questa carità.
Non credo che ti debba suggerire come fare.
Hai tanta esperienza, no?
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